Teatro Comunitario di Pontelagoscuro
Da IlPaeseCheNonC'Era.
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Il progetto
Il Gruppo Teatro Comunitario di Pontelagoscuro nasce nel marzo 2006 nel seno di un progetto voluto e sostenuto dal Teatro Nucleo, dal Comitato Vivere Insieme di Pontelagoscuro, dal Centro Servizi per il Volontariato e dal Comune di Ferrara.
La nostra sede è il Teatro Julio Cortazar, gestito dal Teatro Nucleo, nel nostro paese/quartiere, Pontelagoscuro, sulle rive del Po.
Oggi siamo un vero gruppo di teatro e il nome che ci siamo dati, Teatro Comunitario, non è semplicemente un nome, ma ciò che ci anima e ci contraddistingue. Siamo pensionati e bambini, maestre e operai, studenti e commercianti, teatranti e impiegati che, valicando confini generazionali e di condizione sociale, si sono riuniti intorno ad un progetto comune per ricercare, nelle proprie molteplici radici, un'identità condivisa, convinti che privati della memoria del passato non è possibile vivere un presente degno e progettare il futuro armonico di una comunità che voglia dirsi tale. Siamo convinti che questa nostra esperienza è un esempio vivo di come sia possibile la pratica di una cultura popolare, partecipata e inclusiva, riconsegnando al Teatro un suo ruolo nella trasformazione individuale e collettiva, contro l'isolamento, l'intolleranza, l'indifferenza, la depressione, patologie endemiche della modernità. Siamo un gruppo aperto all'accoglienza di sempre nuovi compagni che vogliano unirsi a noi e, spegnendo il televisore, il martedì sera uscire di casa per varcare la porta del Teatro sulle rive del fiume e partecipare e condividere la meravigliosa esperienza di creare insieme. Scriveva Bertolt Brecht, il grande drammaturgo tedesco: "…cosa fare nei tempi bui? …. Cantare i tempi bui!" e il neorealista Cesare Zavattini, riferendosi all'arte cinematografica che era il suo specifico, diceva che "il cinema ha l'obbligo morale di lottare perché si creino le condizioni per trasformare la realtà, per agirla con coraggio, con una nuova concezione della solidarietà …"; in questo presente così difficile per tanti, per troppi, siamo sicuri che possiamo, dobbiamo stare insieme, creando, unendoci nella memoria, praticando solidarietà, condividendo. La nostra riconoscenza va alla intera comunità di Ponte, che ci ha accompagnato e ci accompagna con grandissimo affetto e ai "fratelli" del gruppo di teatro comunitario Catalinas Sur di Buenos Aires, che sono nostro esempio e costante ispirazione insieme a tutto il movimento dei tanti gruppi di teatro comunitario attivi in Argentina.
Memoria condivisa e identità
Oggi Pontelagoscuro vecchio non è un paese, ma al tempo stesso la sua vita è separata da quella della città diversamente da come lo è una qualsiasi periferia. I suoi abitanti conducono ostinatamente una esistenza legata a rituali che poco hanno a che vedere con i ritmi della vicina città. Non è raro sorprendere un anziano tracciare percorsi nel suo andare che ai più risultano indecifrabili, ma le sue gambe conoscono la strada e il suo sguardo veleggia nel paese che non c'è, perduto per sempre sotto i bombardamenti alleati dell'ultima guerra. La via Coperta, l'intensa vita del porto commerciale, i mercati e le balere sul fiume, gli stabilimenti industriali e il colorato sciamare dei bambini, la grande chiesa e le osterie vivono allora nei racconti che, con la forza della memoria e della nostalgia, ricostruiscono pietra su pietra quel paese; proprio lì dove oggi c'è un bel parco, frequentato da altri bambini che giocano ignari di quel passato, fecondo e tragico. La memoria, quando riesce a varcare i confini delle vicende personali e inizia un cammino di partecipazione e condivisione di tutta una comunità, è creatrice di identità. Quella identità che è necessario preservare e alimentare quale fondamento essenziale per vivere armoniosamente il presente e progettare il futuro. L'Arte, tutte le arti, sono un mezzo potente per scavare nella memoria e trasformare il ricordo in un prezioso contributo al progetto comune.
Un Murale partecipato
Vedi pagina murales Con la ristrutturazione e la riapertura del vecchio Gran Cinema Astra, oggi Teatro Julio Cortazar gestito dalla Cooperativa Teatro Nucleo, si è voluto dedicare al paese un grande murale che orna la grande facciata dell'edificio in via Nuova. Il dipinto, opera del Maestro Omar Gasparini e di Ana Serralta ( ospiti del Comune di Ferrara in occasione dell'intitolazione del Teatro ), racconta la storia di Pontelagoscuro e dei suoi abitanti, dalle origini ai nostri giorni. Dagli insediamenti militari seicenteschi ai primi ponti sul fiume e l'insediamento civile e commerciale; dai bombardamenti e la distruzione all'arrivo della comunità marchigiana di Cabernardi. Un occhio attento potrà individuare nel dipinto alcune importanti figure del paese, come il pittore Tito Salomoni o l'amatissimo parroco del dopoguerra Don Cavallini (a cui la piazza antistante è dedicata); oppure "Puina", il mitico caramellaio del Cinema Astra oggi emigrato a Milano; o ancora persone che ancora oggi risiedono in paese, come i nativi Signor Ennio (la cui famiglia gestiva un frutta e verdura nella via Coperta) o la Signora Liliana (che sfollata ad Occhiobello fu una delle pochissime fortunate, insieme all'amica Gina, a ritrovare la sua casa ancora in piedi alla fine dei bombardamenti). Come è consuetudine e precisa prassi politica dei due maestri argentini, la progettazione dell'opera ha visto il coinvolgimento di tutta la comunità. Una affollata assemblea nella grande sala del Teatro ha preceduto l'inizio dei lavori ed è stata occasione perché ognuno donasse il suo contributo, attraverso ricordi, aneddoti, fotografie e documenti storici. Di grande rilevanza è stato l'apporto di Walter Ferrari e Giacomo Savioli, vere e proprie memorie storiche del paese. Ancor più sorprendente è stata la partecipazione della cittadinanza che costantemente ha presidiato il cantiere. Racconti, consigli, discussioni, garbate rimostranze per qualcosa o qualcuno che ci si era dimenticati di raffigurare, si sono susseguiti per giorni davanti al dipinto in lavorazione. Molte classi della vicina scuola elementare hanno fatto la loro visita e i bambini hanno partecipato attivamente contribuendo con i loro disegni alla parte del dipinto dedicata al futuro. Il risultato, che oggi si può scorgere sin da lontano, arrivando da Ponte nuovo, è davvero un'opera comunitaria, il Murale di tutti.
Dal Murale allo spettacolo
La toccante risposta della comunità di Pontelagoscuro ha convinto il Teatro Nucleo a proseguire il lavoro sulla memoria del paese attraverso il suo specifico, il Teatro. La compagnia teatrale mette dunque in cantiere uno spettacolo itinerante all'aperto che, come in una sorta di visita turistica, guiderà gli spettatori lungo le strade e i luoghi di Ponte di Lagoscuro. Attraverso la magia del teatro il parco intitolato a Tito Salomoni si ripopolerà quindi di suoni, odori, sapori, immagini, accadimenti, personaggi di un tempo. E' intenzione del Teatro Nucleo coinvolgere nella messa in scena, oltre agli attori e le attrici della Compagnia, tutti gli abitanti di Ponte disponibili a lanciarsi in questa avventura. Saranno coinvolte, se così vorranno, le associazioni e le istituzioni operanti sul territorio, in special modo la scuola, dando modo ai bambini di essere parte integrante dello spettacolo. Ci si avvarrà del prezioso contributo del Signor Walter Ferrari che, attraverso il suo archivio e le sue conoscenze, sarà l'imprescindibile consulente storico; di Omar Gasparini e Ana Serralta, autori del Murale, che si auspica potranno tornare per occuparsi delle scenografie. Si procederà ad un lavoro previo di raccolta di materiali, interviste, testimonianze che saranno alla base e fondamentali per la stesura della drammaturgia. Sarà uno spettacolo sempre aperto a nuovi stimoli, racconti, testimonianze che potranno essere inserite strada facendo; o a nuove persone che vorranno partecipare da protagonisti alla messa in scena, anche oltre la data del debutto. Uno spettacolo che potrà vivere più stagioni e inserirsi quale appuntamento obbligato nel programma di offerte turistico culturali che si auspica verranno messe in campo dall'Amministrazione Comunale, in vista della definitiva riqualificazione del territorio e del ricongiungimento della città al fiume. Uno spettacolo che potrà essere presentato in un unico luogo, lo spettatore infatti potrà assistervi solo a Pontelagoscuro vecchio, Il paese che non c’è.Gli spettacoli
Le persone
Questi sono i nomi dei componenti del gruppo, quelli che ci sono, ma anche quelli che ci sono stati. Gli ultimi sono quelli di Vittorina e Albertino, che ci hanno lasciato per sempre, ma che portiamo con noi. Mancano solo quelli che ci saranno …. e che stiamo aspettando…..
Agnese Gardenghi, Albertina Tirelli, Alessia Quorudi, Alfonso Benazzo, Alida Nepa, Andrea Bartolomeo, Andreas Piva, Antonio Tassinari, Asia Gigli, Beatrice Andreoli, Beatrice Bassi, Carla Giovannini, Cecilia Pradarelli, Clelia Mangolini, Cora Herrendorf, Cristina Chiodi, Cristina Fiore, Daniela Spaolonzi, Daria Padovani, Davide Della Chiara, Davide Gaiani, Elena Benetti, Elena Brina, Elena Pavani, Elena Benazzo, Euro "Luciano" Nava, Fabio Padovani, Francesca Comini, Filippo Gaiani, Germana "BELLA" Benini, Giuseppe Troccoli, Guerrino Guerra, Guido Guidarelli, Grazia Nagliati, Graziano Pavani, Giacomo Gaiani, Giancarlo "Ginko" Marzola, Giuseppe "Beppe" Ghelfi, Ivonne Mancinelli, Irena Troccoli, Laura Scagliarini, Leonardo Andreotti, Leonardo Bellinazzi, Lorenzo Gardenghi, Loreta Prampolini, Luciana Graziani, Maria Giulia Conti, Massimo "Mamo" Spaolonzi, Matteo Coen, Maurizio Pelucchi, Maurizio Quorudi, Mattia Antico, Michele Balboni, Marta Guidoboni, Michael Serravalli, Natacha Czertok, Nicola Galli, Nicole Carli,Roberto Pedocchi, Roberto Valentino, Riccardo Iavarone, Rita Chiodarelli, Roberta Gravano, Roberta Scanavini, Sara Ghiraldini, Stefania Andreotti, Silvana Valesani, Silvia Tagliati, Susana Ballesteros, Valerio Mastroddi, Vilma Righetti, Vincenza Amato, Vittorina Lollini, Albertino Villa.



